Ti racconto i campioni del Torino.
Eraldo Pecci

EDITORE: Gribaudo
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2024
GENERE: genere
TRAMA:
Da bambino, un mondo senza pallone io non avrei mai potuto immaginarlo. La prima squadra in cui ho giocato si chiamava Superga 63, in omaggio e nel ricordo del Grande Torino. Ed è del Torino, della sua storia e dei suoi protagonisti che vi parlerò in questo libro. Il Toro mi ha fatto diventare uomo. Far parte di questa avventura infinita e sfortunata è un onore. Ho trovato una città bellissima che non sa quanto sia bella. Ho conosciuto dirigenti perbene. Tifosi appassionati. Compagni di squadra che ho amato e che hanno esaltato le capacità che avevo. Aver vinto uno Scudetto con questa maglia dopo Valentino e gli immortali è stato il più bel regalo della mia vita sportiva. Il Toro rappresenta più di tutte le squadre l’esempio della cultura della memoria. Di certo non si può competere sul piano dei risultati con alcuni altri club, ma sotto il profilo della storia pochi possono competere con noi. Se volete sposare una maglia, quella granata è una scelta di cui andrete fieri. In queste pagine spero di riuscire a spiegarvi i motivi per cui una volta che l’avrete indossata, non riuscirete più a toglierla. Eraldo Pecci.
SCHEDA AUTORE
Eraldo Pecci iniziò a giocare a calcio nel Superga 63 di Cattolica prima di passare nelle giovanili del Bologna, squadra con cui debuttò in Serie A nel 1972. Con i rossoblù vinse la Coppa Italia nel 1974, segnando l’ultimo e decisivo rigore nella finale contro il Palermo. Affermatosi come centrocampista di regia, nell’estate del 1975 fu acquistato dal Torino. Con i granata vinse lo scudetto nel 1975-1976, collezionando 203 presenze (153 in campionato, 33 in Coppa Italia, e 16 nelle Coppe europee) e segnando 16 gol (10 in campionato, 4 nella coppa nazionale e 2 in Europa).Nel 1981 lasciò Torino e passò alla Fiorentina insieme al bomber Graziani. A Firenze Pecci militò per quattro stagioni. Nel 1985 venne ceduto al Napoli. Con i partenopei conquistò un 3º posto in Serie A e realizzò una rete ma, per motivi familiari, decise di ritornare la stagione successiva nella squadra che l’aveva visto nascere calcisticamente, il Bologna. Restò coi felsinei, contribuendo al ritorno in serie A al termine della stagione 1987-88, fino all’autunno 1989, quando l’allenatore Maifredi optò per un centrocampo più muscolare. Si trasferì dunque in Serie C1 al Lanerossi Vicenza, allenato dall’amico Romano Fogli, come chioccia per i più giovani, ma dopo l’esonero di quest’ultimo, decise di ritirarsi dopo aver giocato solo 2 partite con i biancorossi.